Secondo
la scienza, l’umore è lo specchio del nostro corpo: se siamo pieni d’energia,
le emozioni positive sono più forti
Il
malumore peggiore? Stanchezza + stress. Ma anche questo si può sconfiggere, se
si seguono i consigli dei migliori ricercatori. A partire dal sorriso
(autentico)...
Cambiare
umore? Non è difficile, secondo Robert E. Thayer, docente di psicologia alla California
State University a Long Beach. Secondo lui, le flutuazioni dell’umore, ma anche
dell’autostima, sono strettamente influenzate da fattori biologici interni e
seguono le fluttuazioni ritmiche della temperatura del corpo e del ciclo
sonno-veglia. Il buonumore, quindi, non sarebbe altro che lo specchio della
condizione fisica. “Quando le risorse personali sono elevate, ci si sente di
buon umore” riassume Thayer. “I test hanno dimostrato che quando si è pieni d’energia
le emozioni positive su se stessi sono molto più forti”. Thayer riassume l’umore
in 4 livelli di energia.
1.
“Stanchezza tesa”, l’umore
peggiore: si è stanchi e anche stressati.
2.
“Stanchezza calma”, cioè
stanchezza senza stress: può essere piacevole soprattutto al momento giusto,
prima di andare a dormire.
3.
“Energia tesa”, ci si
trasforma in una macchina da lavoro ad alto stress: non si funziona al meglio.
4.
“Energia calma”, quella che
Mihaly Csikszentmihalyi, docente del dipartimento di psicologia dell’University
of Chicago, chiama “flusso” e altri chiamano “zona”: è energia senza tensione,
e dà una condizione di piacevole produttività, mentre l’attenzione é del tutto
focalizzata.
Il decalogo del buonumore
Il
rimedio cui tutti ricorrono quando sentono la crisi di “stanchezza tesa”, fatta
di malumore e stress, è il cibo, prevalentemente patatine fritte, dolci e
cioccolato. Rimedio sbagliato: secondo Thayer servirebbe invece l’esercizio
fisico. Thayer e altri ricercatori hanno individuato un decalogo di interventi
d’emergenza per rimediare al cattivo umore, ma anche per prevenirlo. Eccoli.
1.Il movimento. Un esercizio moderato,
anche solo una passeggiata di 10 minuti a passo veloce, aumenta immediatamente il
livello di energia e migliora il tono dell’umore meglio di una barretta di
cioccolato. La ricerca di Thayer ha infatti dimostrato che chi mangia il
cioccolato, a distanza di un’ora si sente ancora più teso, mentre 10 minuti di
marcia a passo veloce aumentano l’energia per 1-2 ore. In caso di bisogno, una
passeggiata (possibilmente in mezzo al verde) basta a ridare serenità.
2. Agenda e orologio. È utile fare caso agli alti
e bassi della propria energia, che segue un andamento preciso. Immediatamente
dopo la sveglia l’energia è bassa, anche se il sonno è stato ristoratore. Ha
poi un picco nella tarda mattinata, dalle 11 alle 13. Riscende nel tardo
pomeriggio fra le 15 e le 17, per rialzarsi prima della serata, dalle 18 alle
19, e crollare al suo punto più basso alle 22. “Quando l’energia cala, possono
apparire ansia e tensione: i problemi sembrano più gravi, e lo sguardo sul
mondo è tendenzialmente cupo: anche ottimismo e pessimismo seguono gli alti e
bassi dell’orologio biologico”. Thayer consiglia di verificare l’andamento del
proprio timer interno. “Meglio piazzare gli impegni più difficili quando l’energia
è elevata, e in corrispondenza dei cali d’energia l’ideale è fare una
passeggiata”.
3. Imparare a osservarsi. Come si comporta l’umore?
Mangiare ci fa sentire subito meglio? E dopo due ore? Fare moto dà benefici
immediati? E a distanza di tempo? Che effetto ha la caffeina (caffè, bibite a
base di cola, tè) al mattino, al pomeriggio e alla sera? Ognuno ha le sue
risposte, ed è importante verificarle per controllare l’umore.
4. Ascoltare musica è secondo solo all’esercizio
fisico nella capacità di elevare l’energia e ridurre la tensione. La musica,
secondo Thayer, è sottoutilizzata, ma è un sistema efficacissimo per alzare il
tono dell’umore. “Scegli un’opera jazz, un’aria gioiosa, o una musica rock.
Funziona qualsiasi musica allegra ti piaccia” dice Thayer. La musica aumenta
nel cervello la produzione di noradrenalina, un ormone importante per il
buonumore. La musica allegra fa mettere gli occhiali rosa, quella triste grigi:
cambia la percezione del mondo. All’Università di Groeningen, in Olanda, i
ricercatori hanno fatto sentire agli studenti musica allegra (il balletto Coppelia di Léo Delibes) e musica triste
(Il cigno di Tuonela di Jan
Sibelius); poi hanno mostrato loro le foto di alcuni visi con varie
espressioni, alcune chiaramente felici, altre tristi, altre neutre. Dopo la
musica triste i visi neutri sembravano tristi, anzi, depressi. La stessa
espressione pareva felice dopo l’ascolto di musica allegra. Se i nostri lettori
vogliono ripetere l’esperimento (magari con altre musiche...), sono invitati a
raccontarci i risultati.
5. Schiacciare un pisolino. Molti non sanno pisolare
nel modo giusto, cioè 10-30 minuti, non di più, altrimenti il pisolino peggiora
la situazione: lascia intorpiditi e potrebbe addirittura ostacolare il sonno
notturno.
6. Stare in buona compagnia. Gli studi dimostrano che
chiamare un amico e fare quattro chiacchiere può essere estremamente efficace
per l’umore.
7. Meditare. Richard Davidson, dell’EM
Keck laboratory for functional brain imaging and behavior dell’University of
Wisconsin, studiando 200 persone con la risonanza magnetica cerebrale, ha
dimostrato che la meditazione attiva una zona del cervello sinistro (corteccia
prefrontale) che dà sensazioni di felicità, entusiasmo, gioia, energia. In
parallelo si riduce l’autocoscienza, con tutte le preoccupazioni. Non importa
il tipo di meditazione: danno gli stessi risultati la preghiera religiosa, la
meditazione buddista e lo yoga.
Il
malumore e le sensazioni di tristezza, ansia e pena attivano invece la zona
controlaterale del cervello, la prefrontale destra.
8. Sorridere con gli occhi, consiglia invece Paul
Ekman, docente di psicologia alla University of California. Le espressioni del
viso influenzano l’umore. Se esiste una strada nervosa che collega l’umore con
la sua espressione nella mimica facciale, perché dovrebbe essere a senso unico?
“Nel corso della nostra ricerca abbiamo scoperto qualcosa di sorprendente” dice
Paul Ekman. “Se si assume intenzionalmente un’espressione, si provoca un
effetto anche nel cervello. Se si sorride nel modo giusto, si attiva la
biochimica dell’allegria. La faccia non é solo un mezzo per manifestare l’emozione:
serve anche ad attivarla. Le espressioni volontarie hanno un effetto sul
sistema involontario. In altre parole, il semplice fatto di modificare il viso
sorridendo attiva nel cervello l’area del buonumore, proprio come un’espressione
corrucciata genera tristezza”. Ma per cambiare umore bisogna che il sorriso
abbia alcune caratteristiche. Gli angoli della bocca si piegano verso l’alto,
la pelle a lato degli occhi si arriccia con il caratteristico aspetto a zampa
di gallina. Questo è il “sorriso di Cuchenne”, da Guillaume Duchenne, il
neurologo francese che per primo lo descrisse. Nulla in comune con il sorriso
un po’ falso che tira su solo gli angoli della bocca senza coinvolgere gli
occhi, e che Ekman chiama “Pan Am”, da una pubblicità fatta dalle hostess dell’omonima
compagnia aerea americana.
9. Dimenticare i farmaci, se non sono prescritti dal
medico per curare gravi alterazioni del tono dell’umore. Anche le droghe
(alcol, nicotina, cocaina e amfetamine) migliorano l’umore, ma hanno un effetto
boomerang: alla lunga lo peggiorano.
10. Fare buone azioni, consiglia Martin Seligman.
Quando sono spontanee e fanno appello alle potenzialità personali, trasformano
l’umore di un’intera giornata.
“L’esercizio
della bontà, dell’umanità, della cordialità porta all’oblio di sé, ed è una
gratificazione diversa dal piacere” dice Seligman. “La vita piacevole può stare
in un bicchiere di champagne o nella guida di una Porsche. Il benessere no”.
(testo
pubblicato sulla rivista Focus nº 138
– aprile 2004)
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