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quinta-feira, 13 de agosto de 2015

6 Gafes a se evitar durante o Palio de Siena - Babi Campanaro (Viva Toscana)


O Palio de Siena é uma das festas tradicionais italianas mais famosas no mundo! Para os seneses os dias do Palio são dias de muita festa mas também de grande tensão. Por isto, em certas situações é melhor ter um pouco de prudência. O site Il Palio adverte os visitantes que querem participar das festividades o que não se deve fazer:

1. Não tentar em algum modo se aproximar dos cavalos

Em proximidade das baias dos cavalos de cada contrada, você encontrará bloqueio de barras e pessoas. Não tente ultrapassá-los. Também não incomode os cavalos com gritos durante o dia ou noite.

2. Não incomodar os "contradaioli" nos momentos de maior tensão

Durante o acompanhamento dos cavalos às provas, nos minutos antes da corrida e depois (caso estiverem tristes e bravos por terem perdido). Antes do Palio, não diga à um "contradaioli" que a sua Contrada é a favorita ou que vencerá, pois as reações podem ser imprevisíveis.

3. Não atrapalhar a vista de quem se encontra em praça

Dentro da praça, não levante nada que possa atrapalhar a visão das pessoas ao redor: crianças sobre os ombros, bandeiras, lenços, tablets, entre outros...

4. Não reclamar

Não faça comentários sarcásticos sobre a tensão dos "contradaioli" quando estiverem próximos à corrida. Não protestar com gritos ou assovios caso a operação na "mossa" (largada) leve muito tempo.

5. Seguir as orientações dos "contradaioli"

Se um "contradaioli" te pede para se afastar de uma certa área, siga a sua instrução sem reclamar, seja no dia do Palio que nos dias de provas.

6. Não se envolver em brigas entre as "Contradas"

Caso presencie alguma discussão ou briga entre "contradaioli" rivais, afaste-se rapidamente. Não tente filmar ou tirar fotos, pois caso te vejam, é muito provável que te danifiquem o aparelho.

domingo, 4 de março de 2012

Il Palio di Siena (2 luglio e 16 agosto)


Il Palio di Siena è una competizione fra le contrade di Siena nella forma di una giostra equestre di origine medievale.

La "Carriera", come viene tradizionalmente chiamata la corsa, si svolge normalmente due volte l'anno: il 2 luglio si corre il Palio di Provenzano (in onore della Madonna di Provenzano) e il 16 agosto il Palio dell'Assunta (in onore della Madonna Assunta).

In occasione di avvenimenti eccezionali (come ad esempio nel 1969 la conquista della Luna da parte della missione Apollo 11) o di ricorrenze cittadine o nazionali ritenute rilevanti e pertinenti (ad es. il centenario dell'Unità d'Italia) la comunità senese può decidere di effettuare un Palio straordinario, tra maggio e settembre (l'ultimo si è tenuto nel 2000, per celebrare l'ingresso nel nuovo millennio).

Secondo alcune fonti, fu in ricordo della memorabile battaglia di Montaperti (1260) e dello scampato pericolo che i senesi decisero di indire il famoso Palio,  ritenuto da molti la manifestazione e festa storica più importante e rinomata d'Italia.

La storia del Palio di Siena è però più articolata e complessa, e affonda le proprie radici in un'epoca ancor più remota. Nelle città italiane del XII e XIII secolo era usanza organizzare corse di cavalli, sia come spettacolo pubblico, sia come competizione tra i diversi allevamenti equini posseduti dai nobili cittadini e non. A queste origini si ricongiungono idealmente le diverse rievocazioni storiche che ancora si svolgono in Italia. Ma questo tipo di Palio non è ancora il diretto progenitore della competizione senese attuale.

La corsa del Palio prende il nome, e non solo a Siena, dal premio: il Palio, dal latino pallium (mantello di lana), era in genere un drappo di stoffa molto pregiata che veniva utilizzato per gli scopi più svariati. A Siena, in genere, era destinato alla chiesa del rione vincitore. Poteva essere utilizzato sia come arredo per la chiesa stessa, o per altri scopi analoghi.

Dal 1656 il Comune di Siena (allora denominato Balìa) si prende in carico l'organizzazione del Palio, consolidando una festa che sappiamo essere precedente. Era nato il Palio di Provenzano come lo conosciamo oggi. I costi del Palio saranno presi in carico dall'aristocrazia fino al 1836.

È il Comune di Siena a organizzare il Palio, a gestirne l'aspetto economico (tranne, naturalmente, per quanto riguarda le somme elargite dalle singole contrade ai fantini ingaggiati o per i patti con altre contrade) e quello della giustizia paliesca (eventuali sanzioni a fantini e/o contrade in caso di violazioni del regolamento paliesco): il Palio si autofinanzia dalla comunità senese e non prevede (né accetterebbe) alcun tipo di sponsorizzazione, come si può vedere dalle immagini della Carriera in cui non compaiono mai cartelloni né scritte pubblicitarie.


(testo tratto da Wikipedia)


Il Palio di Siena 2011