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domingo, 29 de novembro de 2015

Ofereço uma rosa


A quem me deu perfume,
A quem me deu sentido,
A quem só me fez bem.

Ofereço uma rosa,
Àqueles que sorriram comigo,
Àqueles que comigo partilharam lágrimas
Àqueles que souberam da minha existência.

Ofereço uma rosa
Aos nobres do sentir
Aos ricos do viver
Aos imperadores do amor.

Ofereço uma simples rosa
Àqueles que simplesmente foram amigos,
Que ternamente fizeram do silêncio sair sons,
Que cantaram comigo,
Que me olharam, e, me sentiram.

Ofereço a minha rosa
Àqueles realmente interessantes!

segunda-feira, 10 de setembro de 2012

Ho capito che... - Clarice Lispector



Ho capito che vivere è essere liberi. Che ci vogliono gli amici. Lottare significa continuare vivi... Per essere felici basta volere... Ho imparato che il tempo guarisce... Che il rammarico passa... Che delusione non uccide... Che oggi è un riflesso di ieri... Ho capito che possiamo piangere senza lacrime... Che i veri amici rimangono... Che il dolore rende forti... Che vincere rende grandi... Ho imparato che sognare non è fantasticare... Che per sorridere bisogna far sorridere... Che la bellezza non è quello che vediamo ma sì quello che sentiamo... Che il valore è nella forza della conquista... Ho capito che le parole hanno la forza... Che fare è meglio che parlare... Che lo sguardo non mentisce... Che vivere è imparare con gli errori... Ho imparato che tutto dipende dalla volontà... Che la migliore cosa è essere noi stessi... Che il SEGRETO della vita è VIVERE!!!

E una delle cose che ho imparato è che si deve vivere comunque. Nonostante tutto si deve mangiare. Nonostante tutto si deve amare. Nonostante tutto si deve morire. In realtà molte volte è il nonostante stesso che ci fa andare avanti. È stato il nonostante che mi ha fatto venire l’angoscia e l’insoddisfazione ha fatto nascere la mia propria vita.



Clarice Lispector

domingo, 9 de outubro de 2011

San Francesco d'Assisi e il Cantico delle Creature


Il Cantico delle Creature (Canticus o Laudes Creaturarum), anche noto come Cantico di Frate Sole, è il testo poetico più antico della letteratura italiana che si conosca. Ne è autore Francesco d'Assisi e, secondo una tradizione, la sua stesura risalirebbe a due anni prima della morte del Santo, avvenuta nel 1226. È comunque più probabile che, come riportano le biografie di Francesco, la composizione sia stata scritta in tre momenti diversi.
Il Cantico è una lode a Dio che si snoda con intensità e vigore attraverso le sue opere, divenendo così anche un inno alla vita; è una preghiera permeata da una visione positiva della natura, poiché nel creato è riflessa l'immagine del Creatore: da ciò deriva il senso di fratellanza fra l'uomo e tutto il creato, che molto si distanzia dal contemptus mundi, dal distacco e disprezzo per il mondo terreno, segnato dal peccato e dalla sofferenza, tipico di altre tendenze religiose medioevali (p.es. Jacopone da Todi). La creazione diventa così un grandioso mezzo di lode al Creatore.

IL CANTICO DELLE CREATURE (scritto in volgare umbro)

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.


Ad te solo, Altissimo, se konfano
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie mi’ Signore, cun tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,
de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora luna e le stelle,
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’ mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si’ mi’ Signore, per sor aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’ mi Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte,
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’ mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare.
guai a cquelli ke morrano ne le peccata mortali,
beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore' et ringratiate
et serviateli cun grande humilitate.


(materiale tratto da Wikipedia)









Un gesto simbolico di P. Tommaso che bacia la zampa del cane il giorno del compleanno del Poverello d'Assisi