segunda-feira, 23 de janeiro de 2012

Il mio amico gatto (documentario)

Ho già fatto un post di questo documentario della Discovery Channel in portoghese. Questa volta lo faccio doppiato in italiano così chi ama i gatti potrà anche praticare la lingua.













Sparky e l'esame per l'assistenza - Cesar Millan





Altri casi del terapeuta canino Cesar Millan

Il caso di Garrett, un pastore tedesco che non fa altro che girare per provare a prendersi la coda


Il caso di Julius, un cane che ha paura di tutto


Il caso di Boyfriend, un cane molto geloso

L'Italia per luoghi comuni


"L'italiano" - Totò Cutugno


La canzone "L'italiano" dà un'immagine dell'Italia che è necessario spiegare e, in parte, correggere. Questo è, in sostanza, il ritratto degl'italiani che dà Totò Cutugno:

1.  gli italiani cantano
Lasciatemi cantare, sono un italiano
2.  gli italiani mangiano pasta
... Italia, con gli spaghetti al dente
3. gli italiani vivono di arte
... Italia, con i suoi artisti
4. gli italiani sono cattolici
... Italia... Maria...Dio
5. gli italiani devono fare i conti con mafia e terrorismo
... Italia, che non si spaventa
6. gli italiani amano il calcio
... la moviola la domenica in TV
7. gli italiani bevono caffè
...Italia, con il caffè ristretto
8. gli italiani sono poveri
...una 600 giù di carrozzeria
Ognuna di queste affermazioni è in parte vera, in parte luogo comune, che corrisponde all'immagine che dell'Italia e degli italiani si ha all'estero. Ma l'Italia non è solo questo.

LUOGHI COMUNI SUGLI ITALIANI

1. gli italiani cantano
L'Italia è famosa in campo internazionale per la sua musica e per il bel canto: canzoni come "O sole mio" e arie tratte dai melodrammi romantici e veristi sono tra le melodie più famose del mondo. Questo non significa, però, che tutti gli italiani cantino. Anzi, l'immagine degli italiani come allegri sfaccendati, sempre pronti ad improvvisare una canzone, è solo uno stereotipo e la realtà è molto diversa.

Il clichè, nato da una conoscenza superficiale della vita e della cultura popolare del meridione d'Italia, ha messo radici così profonde nell'immaginazione degli stranieri che ha creato nelle città turistiche delle situazioni irreali ed assurde, al limite del grottesco. A Venezia, che vive di turismo di massa, ad esempio, vengono offerte agli stranieri (e solo agli stranieri) delle gite in gondola con accompagnamento musicale e la musica è composta esclusivamente da canzoni popolari napoletane, che con Venezia non hanno niente a che fare!


2. gli italiani mangiano pasta
La pasta è un'autentica tradizione italiana, lo era ieri come lo è oggi. In particolare gli spaghetti, conditi con moltissimi sughi diversi, sono una specialità che è difficile trovare ben cucinata all'estero. Luogo comune, che ha un fondo di verità, è, infatti, che solo in Italia si sappia cuocere la pasta alla perfezione. La pasta deve essere scolata al dente: non deve,cioè, essere troppo cotta. Per gli spaghetti, ad esempio, otto minuti di cottura bastano: un minuto in più li rovina e li rende immangiabili per un italiano.


3. gli italiani vivono di arte
Se è vero che gli italiani sono orgogliosi della loro storia, in particolare dei capolavori artistici che l'Antichità romana, il Medioevo ed il Rinascimento hanno lasciato in ogni angolo d'Italia, non è vero, tuttavia, chel'Italia sia esclusivamente una terra di artisti. L'arte non è certo l'unica risorsa su cui possa contare l'economia italiana. Il turismo d'arte è un'importante fonte di lavoro in Italia, ma sono altrettanto importanti l'industria, i servizi e l'agricoltura. L'Italia è un paese occidentale industrializzato, non una Disneyland sospesa tra folklore e turismo d'arte. Sotto molti aspetti, economici e culturali, l'Italia non è diversa dall'America, della quale negli ultimi 50 anni ha seguito le orme.


4. gli italiani sono cattolici
La stragrande maggioranza degli italiani è cattolica. Professarsi cattolico, tuttavia, è spesso per molti italiani più un'abitudine ed una tradizione familiare che una scelta coerente di vita. Il Battesimo, la Comunione, la Cresima ed il Matrimonio religioso sono tappe della vita di moltissimi italiani.

Come sede del Papato l'Italia ha sviluppato un rapporto particolare con la Chiesa, vivendo la religione più come un fatto pubblico, sociale e politico che come una realtà spirituale. Fino a trent'anni fa, per la vita politica e le scelte quotidiane degli italiani era importante l'indirizzo dato dalla religione e dell'autorità del Papa e dei vescovi. Il cattolicesimo in Italia si è poi progressivamente ridotto alla sfera privata degli individui e la Chiesa ha perso il suo ruolo di punto di riferimento politico e non solo spirituale.


5. gli italiani devono fare i conti con mafia e terrorismo
La mafia è il problema più antico ed insieme più grave dell'Italia, nel passato come oggi. Nata nel meridione, ma estesa a tutta la penisola e quindi esportata anche all'estero, la delinquenza di mafia è un fenomeno che accenna appena negli ultimi anni ad indebolirsi, ma che continua a fare le sue vittime sia tra giudici e forze dell'ordine sia tra semplici cittadini. La lotta dello Stato contro Cosa Nostra si è intensificata negli ultimi anni, accompagnata da un primo ricambio della classe politica italiana, che con la mafia aveva più o meno pacificamente convissuto fin dalla nascita della Repubblica.

Per quanto riguarda il terrorismo, tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '90, l'Italia è stata teatro di una vera e propria guerra tra lo Stato e gruppi armati di estrema destra e di estrema sinistra. Il terrorismo si manifestava con rapimenti ed omicidi di personaggi politici, giornalisti e uomini delle  forze dell'ordine (l'apice fu raggiunto con il rapimento e l'uccisione del presidente del Consiglio Aldo Moro) e con l'esplosione di bomba in luoghi pubblici che causavano decine di morti (piazza Fontana a Milano, il treno italicus, la stazione di Bologna, la galleria di Vernio tra Firenze e Bologna).


6. gli italiani sono appassionati di calcio
È uno stereotipo ancora profondamente vero. Il calcio è lo sport nazionale d'Italia. E lo è non solo perché è lo sport più diffuso o il gioco preferito degli italiani, ma anche perché del calcio si parla di continuo in Italia. Il discorso sul calcio è onnipresente: è un televisione, alla radio e sui giornali, ma anche al bar, sotto l'ombrellone d'estate e d'inverno a scuola. Per questo si dovrebbe dire che il "calcio parlato", più che il "calcio giocato", è lo sport nazionale d'Italia.

Uno degli appuntamenti fissi degli appassionati di calcio è la Domenica Sportiva, una trasmissione televisiva di servizi ed interviste sullo sport che contiene uno spazio riservato a rivedere al rallentatore (alla moviola) le immagini degli episodi più dubbi e discutibili (in particolare i rigori) delle partite di calcio giocate durante la giornata. È della Domenica Sportiva, dei dubbi e delle discussioni che nascono dalla moviola, che si alimentano le eterne discussioni sul calcio di tutta la settimana. Una vera e propria febbre da calcio prende però gli italiani una volta ogni quattro anni, quando si giocano i Campionati Mondiali di Calcio. Nell'anno dei Mondiali la Nazionale diviene il centro dell'attenzione di tutti gli appassionati di calcio, che seguono le partite, si commuovono cantando l'Inno di Mameli all'inizio di ogni incontro, riscoprono, insomma, un sentimento di orgoglio nazionale che li porta anche a tirar fuori le bandiere tricolori e a prepararsi a festeggiare nelle strade ogni vittoria degli Azzurri.


7. gli italiani bevono il caffè
È uno stereotipo verissimo. Il caffè, in particolare l'espresso, ed il cappuccino sono parte della vita quotidiana degli italiani. Il caffè si beve sempre: a colazione, dopo pranzo, dopo cena, durante le brevi pause di lavoro, a casa o al bar. La particolarità del caffè italiano è che deve essere "ristretto", fatto, cioè, con pochissima acqua. Solo recentemente è stato introdotto anche il caffè "lungo", all'americana, ma non ha avuto molto successo.


8. gli italiani sono poveri
Questo è uno stereotipo vero e proprio. Non si possono generalizzare dei dati economici per caratterizzare tutto un paese. Tanto più che l'Italia ha grandi diseguaglianze tra il Sud (relativamente più agricolo ed arretrato) ed il Nord (agganciato allo sviluppo industriale europeo). Se è vero che esistono condizioni sociali di povertà ed emarginazinoe ed è vero che esiste uno strato sociale che non può permettersi acquisti di generi non di prima necessità, è anche vero che la media degli italiani vive in pieno consumismo, ben al di sopra della soglia di povertà. Basti pensare al numero delle famiglie italiane che d'estate vanno in vacanza e che possiedono più di una macchina.








Pubblicità progresso - Lotta contro la zanzara tigre



Cos'è e come si riconosce la Zanzara Tigre

Per sconfiggere un nemico bisogna prima conoscerlo. Ecco alcune indicazioni:
- la Zanzara Tigre depone le uova nelle piccole raccolte d'acqua stagnante e non nei fossi;
- la Zanzara Tigre (Aedes albopictus) si riconosce in quanto nera con bande bianche sulle zampe, sull'addome ed una singola striscia bianca sul dorso;
- la Zanzara Tigre può essere eliminata solo con un attento e costante controllo dei giardini privati, prima che delle aree pubbliche.

Alcune regole di prevenzione

1) Svuota ogni settimana sottovasi, secchi, ciotole per l'acqua del cane, etc.

2) Spruzza ogni settimana i  tombini con normale insetticida spray ed accertati che le grondaie scarichino correttamente.

3) Copri acuratamente e senza lasciare fessure vasche e bidoni per l'irrigazione affinché le zanzare non possano raggiungere l'acqua per riprodursi.

4) Evita la formazione di ristagni eliminando i contenitori inutili o coprendoli affinché non accumulino acqua.

5) Nelle fontane e nelle vasche introduci alcuni pesci che si ciberanno delle larve della zanzara, bloccandone la riproduzione.




domingo, 22 de janeiro de 2012

Viva São Paulo - 25 de janeiro

"Sampa" - Caetano Veloso

"São Paulo, São Paulo" - Premeditando o breque

Diário de vida - Aprendendo com os alunos


Ao longo de 25 anos de carreira já passei por várias experiências interessantes com meus alunos e gostaria de relatar as mais marcantes.

As melhores lembranças são de grupos de curso intensivo. Um desses grupos de Básico 1 foi realmente marcante porque houve química entre eu e eles, mas principalmente entre eles mesmos. Eram alunos aplicados, mas no intervalo brincavam como se fossem crianças. O mais velho da classe, Filippo,  era o mais "atentado" porque os colegas queriam descer de elevador e ele o ficava segurando. Um dia um outro aluno, Giuseppe,  trouxe 2 garrafas de vinho e eu tive que arrumar copos e ficamos bebendo no corredor e eu o tempo todo ficava pedindo que eles falassem mais baixo para não atrapalhar as outras aulas. Quando o curso terminou fomos festejar em uma lanchonete e em um dado momento, quando o Giuseppe foi ao banheiro Filippo pegou o celular dele e mudou o idioma para japonês se não me engano. Como o Giuseppe já estava bêbado ficou olhando para o celular e só ria sem entender nada. O que foi legal que eles queriam muito que eu desse também o Básico 2 extensivo, mas acabei atribuindo o grupo para outro professor. Uma parte deles voltaria a estudar comigo no Inter 1 de novo como curso intensivo.

Gostaria agora de falar de um aluno particular para o qual dou aulas há um ano. Ele é professor universitário, mas quando estou ensinando é um aluno como outro qualquer. Uma característica marcante dele é a paixão pela leitura. Ele lê diariamente 4 jornais por causa de sua profissão, mas a sua paixão são os livros de literatura. Ele fala inglês, espanhol, francês e agora está estudando italiano. Há momentos em que acho que sou eu quem terá dificuldades em segui-lo. Apesar dele dizer que não consegue falar e escrever em italiano, sabe estruturas e pontos gramaticais que só quem já estudou toda a gramática de base é capaz de usar.  Ele sabe fazer um exercício e usa um determinado tempo verbal ainda desconhecido porque já leu em algum lugar.

Devo confessar que eu andava um pouco desanimada, até mesmo desmotivada, mas percebi que todos os cursos de autoconhecimento feitos até agora têm me ajudado a recuperar a força e o entusiasmo dos primeiros anos.



sábado, 21 de janeiro de 2012

Best of "Psych"

Apesar da série "Psych" tratar de investigações a respeito de crimes, o que a distingue das outras é o tom de comédia com que o falso vidente (na verdade um ótimo observador de detalhes) resolve os casos.


"Ebony and Ivory" - com Shawn e Gus e também com Paul McCartney e Stevie Wonder


Caetano Veloso canta em inglês

"London, London"

"Shy moon" com Ritchie



Diário de vida - O perdão - Chris Allmeida


O tema dos podcasts do Chris Allmeida foi o perdão em um modo geral, isto é, o perdão aos outros, mas principalmente o perdão a si mesmo.

Fiz algumas postagens a respeito desse assunto e no final do ano passado escrevi uma bem específica com o título "Eu perdoo".

Sei que já disse antes mas como o tema dessa semana é muito importante gostaria de repetir que a primeira coisa que fiz quando comecei a intensificar o processo de autoconhecimento foi perdoar os meus pais, pois as crenças que tenho superado me foram passadas por eles e percebi que o único modo de deixar o passado para trás é perdoando.

Eu me lembro de alguns momentos de raiva e de revolta em relação à minha mãe. Uma das vezes foi quando meu pai sofreu um AVC e tanto ela como eu estávamos morando fora do Brasil: ela no Japão e eu na Itália. A minha mãe voltou assim que o meu pai teve o derrame, mas não quis ficar e por isso eu voltei para casa. Foram anos muito difíceis porque estava diante de uma nova situação: de filha passei a ter que agir como mãe de meu pai. Ainda bem que ele se mexia, me ajudava com os trabalhos domésticos enquanto eu trabalhava.

A revolta só passou quando a minha mãe voltou de vez para o Brasil, mas os outros sentimentos só consegui superar quando resolvi deixar o passado para trás de vez e isso aconteceu no final de 2010. Eu me fiz as seguintes perguntas: Alguém me obrigou a voltar para o Brasil ?  Meu pai me pediu ? A minha mãe me pediu ? Eu não fui obrigada a voltar, eu voltei porque quis simplesmente. Então não tinha motivo para ficar revoltada, com raiva ou outro tipo de sentimento. E só agora entendo isso. Ninguém faz nada contra você, só você mesmo por permitir que isso aconteça. Parece complicado, mas é simples assim. A falta de perdão faz com que fiquemos revivendo o mesmo fato várias e várias vezes. Ficamos alimentando um sentimento de raiva, de mágoa, de ressentimento que nos amarra ao passado e pelo seu reforço repetitivo acaba se tornando uma crença. É importante saber que não basta perdoar as pessoas propriamente ditas, mas aquelas que ficaram dentro de nós. Fazendo assim na verdade estamos nos perdoando porque entendemos que fomos nós que deixamos isso acontecer.

Perdoar os outros é importante mas segundo o ho'oponopono devemos antes de mais nada nos perdoar e percebi que já o estou praticando e isso ficou muito evidente na turma de intensivo que comecei no início da semana.

A última vez que dei aula nas férias foi em janeiro de 2010, isto é, há exatamente 2 anos, e percebi como mudei o modo de me comportar na aula e a percepção em relação  aos alunos. Antes eu ficava preocupada se algum aluno não aprendia ou por algum motivo não simpatizava comigo. Agora simplesmente tenho consciência que faço a minha parte, a outra cabe ao aluno. Tudo na vida é assim. Quando falamos mal de alguém porque vemos nele algo que não nos agrada, deveríamos sempre nos perguntar o motivo e não será difícil chegar à conclusão de que nós também temos aquela característica em nós. A mesma coisa acontecia quando me sentia culpada pelo aluno não entender a matéria. Se isso acontecesse com TODOS os alunos aí eu teria que rever o meu modo de ensinar, mas entendi que se só alguns têm dificuldade a única coisa que posso fazer é fazê-los entender e ajudá-los na medida do possível.

A minha intuição me guiou muito bem quando disse para escolher como primeiro assunto os vídeos do "Efeito Sombra". Ao nos aceitarmos, consequentemente nos perdoamos, nos amamos e tudo flui maravilhosamente em nossa vida. E paramos de projetar no outro os nossos próprios defeitos ou de nos culpar por tudo que acontece.

Tudo deve partir de nós mesmos para depois chegar no outro.

Mas tenho consciência que tenho ainda muito para aprender. Mas agradeço pelo fato de ser disciplinada, focada e persistente.

Um abraço!!!!




sexta-feira, 20 de janeiro de 2012

Curso de História da Arte - prof. João Vilhena

Estou divulgando o curso de História da Arte que será ministrado por um aluno de italiano de nossa escola.

HISTÓRIA DA ARTE
COM FOCO NA FOTOGRAFIA
- mais repertório, mais compreensão do mundo e mais inspiração -

PRÓXIMA TURMA:
MEIO DE SEMANA (sempre às terças e quintas)
de 24/Janeiro a 20/Março/2012 a (15 aulas)
das 19:30 às 22:30 horas

INVESTIMENTO:
R$ 850,00 - em até 4 parcelas iguais.
Ex-alunos tem 10% de desconto (e pode parcelar)

POLÍTICA DE PREÇOS:
Pagamento integral até 10 dias antes da primeira aula = desconto de 15%
Pagamento à vista na primeira aula = 10% de desconto
Parcelamento do valor em 4x sem acréscimo
Ex-aluno = desconto de 10% e pode parcelar em até 4x sem acréscimo
Bolsa de estudo depende de comprovação e entrevista prévia

INFORMAÇÕES E MATRÍCULAS:
RIGUARDARE http://www.riguardare.com.br/riguardare/historiadaarte.html
R. Aguiar de Barros, 43 5º andar
Bela Vista - São Paulo - SP
(11) 3105-7792
Professor: João Vilhena - historiador, professor de História e Mestre em História Social pela Universidade de São Paulo. Trabalha desde 2002 como professor e palestrante em cursos nas áreas de História da Arte e Teoria da Percepção.

Público alvo: Profissionais e estudantes de diversas como Jornalismo, Publicidade, Artes Plásticas, Ciências Sociais e Administração, bem como pessoas que desejam desenvolver ferramentas para o enriquecimento do olhar e a ampliação de sua experiência visual de maneira geral.

Justificativa: Num mundo dominado cada vez mais por imagens, observá-las com atenção, identificar seus elementos e interpretá-las com competência são habilidades, infelizmente, escassas. O fotógrafo que sente que poderia extrair algo mais do cenário que escolheu, o visitante de museu que não consegue enxergar as relações entre quadros presentes em uma mesma sala, o leitor de livros que apenas “quase se lembra” de uma imagem do mesmo autor ou época daquela ilustração que observa, o viajante que - diante de um cenário maravilhoso - gostaria de mergulhar nele com mais intensidade, mais envolvimento... Quantos de nós já passamos por esses e outros dilemas? Estudando a Arte e sua história podemos ampliar nosso repertório, aprofundando nossa visão de mundo, refinando-a para atingir um olhar mais livre, significativo, recompensador.

Ementa: O curso consiste em sessões expositivas, prevendo a análise sempre coletiva de imagens, trechos de obras consagradas ao seu estudo e questões visuais em sala de aula. Os alunos passarão pelas principais questões relativas à interpretação de imagens, por meio de reproduções de obras e documentos dos principais artistas e movimentos. Além disso, estão previstas atividades práticas nas quais os alunos serão levados a explorar as possíveis relações entre a fotografia e suas técnicas e os conhecimentos estudados ao longo do curso. Prevê-se, ainda, ao menos uma sessão a ser conduzida no espaço de um museu paulistano, para apreciação direta de obras originais pelo grupo.

Objetivos: Proporcionar aos alunos as condições necessárias ao desenvolvimento de um olhar mais apurado para imagens de diversos tipos, condição necessária para um melhor desempenho nos mais diversos campos profissionais relacionados à visualidade e, da mesma forma, apresentar as principais correntes e ferramentas para interpretação de imagens como um caminho para que cada um explore e amplie seu repertório visual para a vida.

  1. ✤Conteúdo programático:
  2. ✤ Primeiros momentos da criação artística humana: o que seria a Arte? E sua história?
  3. ✤ A Antiguidade e sua duradoura influência em nossas referências artísticas;
  4. ✤ Os diversos gêneros artísticos e os diversos movimentos artísticos (o problema dos “ismos”);
  5. ✤ Métodos de observação, descrição e análise de elementos visuais;
  6. ✤ A Idade Média européia e o extenso diálogo que produziu o Renascimento;
  7. ✤ As relações entre as obras de arte e sua época; a obra transformada pelo tempo;
  8. ✤ O nascimento da indústria e as transformações legadas à expressão artística;
  9. ✤ A fotografia: o que aconteceu à arte e aos artistas?
  10. ✤ Panorama atual: a imagem em tempos digitais.

Carga horária: 15 sessões (03 horas cada uma), mais uma visitação a um museu.

Fique mais preparado para enfrentar o mercado e a concorrência, informe-se sobre as próximas turmas.