segunda-feira, 17 de novembro de 2014

Non vedo l'ora che sia lunedì - Maria Teresa Cometto


Secondo una nuova sorprendente ricerca, siamo più stressate in famiglia, durante il weekend, che in ufficio. Mai dire "casa dolce casa"

"Finalmente domani vado in ufficio a riposarmi". Quante volte ci sorprendiamo a pensarlo, dopo un fine settimana in cui abbiamo corso come delle matte fra la spesa da fare al supermercato, le partite di calcio, le lezioni di musica e le festicciole di compleanno dei figli, per non parlare del buato e delle mille altre faccende domestiche da sbrigare? Capita a tutte, e per giunta coltiviamo sensi di colpa perché ci sentiamo più rilassate al lavoro che non in compagnia di figli e marito.

Ma è ora di smettere di colpevolizzarci. Una ricerca scientifica oggi rivela che non siamo mstri e che per tutti è normale essere meno stressati in ufficio: donne, uomini e persino single senza figli. E un famoso psicologo americano, Richard Levak, consulente negli Stati Uniti dei più seguiti spettacoli di reality tv, da Survivor al Grande fratello, offre la ricetta per diminuire lo stress della vita a casa: organizzarla esattamente come quella in ufficio. Levak me l'ha giurato: funziona. Ecco perché.

Casalinghe davvero disperate

Partiamo dalla ricerca, condotta da Sarah Damaske, professoressa di Sociologia e studi femminili alla Penn State University e specializzata in problemi del lavoro. "Abbiamo chiesto a un campione di persone di miscure il proprio livello di stress nella stessa giornata sei volte, sia al lavoro sia a casa", mi ha spiegato Damaske. Le "cavie" erano dotate di un apparecchio per rilevare nella saliva la quantità di cortisolo, un ormone indicatore di stress, presente nel proprio corpo e dovevano anche prendere nota di quanto si sentivano felici o stressate in determinati momenti. I risultati parlano chiaro: tutti, sposati e no, con e senza figli, hanno riportato livelli di cortisolo inferiori al lavoro. In particolare, le mamme si sono dichiarate più spesso felici in ufficio che a casa. "Le donne si sentono più affaticate tra le mura domestiche perché sono sempre le principai responsabili delle varie faccende e della cura dei figli", ricorda Damaske. "Quindi quando tornano a casa dopo una giornata in ufficio, cominciano il loro secondo  turno di lavoro". Ma c'è altro. "L'impegno fuori casa è considerato più importante dalla società ed è pagato: cioè ha un riconoscimento materiale gratificante", continua Damaske e aggiunge: "Diversi studi dimostrano come lagvorare faccia bene, alla pische e al corpo. E in particolare è provato che le donne che lavorano stanno meglio, in termini di salute, delle casalinghe a  tempo pieno".

I colleghi non fanno capricci

A pensarci bene, ci accorgiamo che la routine dell'ufficio offre tanti piccoli vantaggi rispetto al potenziale caos delle quattro mura domestiche: possiamo isolarci alla nostra scrivania senza essere interrotte continuamente; quando ascoltiamo i problemi degli altri non siamo coinvolte emotivamente; la pausa caffè aiuta a liberare la mente; fra colleghi c'è il rispetto di una certa etichetta. Niente strilli e capricci! Soprattutto, con il tempo possiamo migliorare professionalmente, guadagnare una promozione e un miglior salario. Mentre, diciamocelo francamente, nessuno di noi si considera davvero brava ed esperta nel mestiere di genitore e nemmeno in quello di moglie o marito.

Detto questo, mi ha sorpreso che a dichiarare una maggior differenza di stress fra ufficio e casa siano le persone senza figli. Ma Damaske, 37 anni, sposata e madre di una bimba di due anni, ha una spiegazione anche per questo: "Può succedere che i genitori si portino i problemi familiari in ufficio, aumentando il loro stress al lavoro o viceversa che i bambini aiutino a rilassarsi, alleviando lo stress a casa. Personalmente propendo per questa seconda ipotesi, sulla base della mia esperienza di mamma. Mi diverto troppo con mia figlia!". Con o senza figli, il segreto per stare meglio non è dimenticare i problemi del lavoro quando si  torna a casa, ma piuttosto organizzare di più la vita domestica come fosse "lavoro", sostiene lo psicologo Richard Levak. "Il problema è che i mestieri casalinghi non sembrano finire mai, il tempo non è organizzato da altri e devi prendere un sacco di decisioni: preparo la cena o sistemo l'armadio? O magari prima faccio una lavatrice? Più scelte abbiamo davanti, più ci sentiamo stressati".

Serve un'agenda domestica

La soluzione? Secondo Levak, dare ordine e fissare paletti, creare un'agenda per sentirsi padroni del proprio tempo. "Se siete sposate e avete figli, dite al marito e ai bambini che avete bisogno di stare tranquille nella vostra stanza per un'ora, per esempio, e insegnare loro ad aspettare prima di assillarvi con le loro mille richieste", raccomanda lo psicologo. "Dovete allenarli, perché non sono abituati, ma non mollate. Sopratutto nei weekend, cercate di organizzare le giornate con il vostro partner per svolgere a turno i compiti domestici. E per celebrare i risultati, programmate un premio di coppia, come una sera al ristorante o al cinema lasciando i figli con la babysitter per un paio d'ore".

Ascolto felice Levak: i suoi consigli sono miele per il palato di una del segno della Vergine, iper organizzata come me. Ma guardando da fuori questo perfetto dispiego di ingegneria domestica, mi viene un dubbio: non è che la "morte dello stress" sia anche la fine del sale e pepe dell'incertezza, nella relazione quotidiana con i miei cari e con la lavastoviglie?



(testo publiccato sulla rivista Grazia nº 29 - 15 luglio 2014)








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