quinta-feira, 18 de dezembro de 2014

Gli italiani: un popolo di mammoni?


Secondo recenti statistiche, l'Italia è un paese popolato per lo più da veri "figli di mamma". Si calcola che oltre la metà degli italiani tra i 20 e i 34 anni vive ancora in famiglia e non ha nessuna fretta di andare via. Il desiderio di autonomia non esiste negli italiani. I dati dimostrano che, prima di sposarsi, i giovani italiani non vanno più via da casa per vivere da soli. Naturalmente ci sono doveri e diritti (come il servizio militare e l'università) che li allontanano da casa per lunghi periodi di tempo, ma non sono completamente autonomi perché i genitori finanziano totalmente i loro studi. In altri paesi d'Europa e del mondo, la situazione si presenta in maniera piuttosto diversa. In Francia, Germania e Svezia per esempio, è normale per i giovani intorno ai 20 anni lasciare la casa dei genitori e andare a vivere da soli. Lo stesso vale per gli Stati Uniti, dove tra i 16 e i 18 anni i giovani lasciano la famiglia d'origine senza la prospettiva di tornare a viverci. Va tenuto presente, comunque, che in altri paesi ci sono dei sussidi finanziari statali e borse di studio che permettono ai giovani una certa autonomia fuori dalle mura domestiche, mentre in Italia i sussidi statali non esistono. Si deve dire anche che molti problemi sociali sono più gravi proprio nei paesi in cui esiste un alto livello di autonomia dei giovani prima del matrimonio: problemi tipo gravidanze indesiderate, alcolismo, droga e suicidio sono molto più diffusi altrove che in Italia tra i giovani. Antonio Gambino, nel suo itinerario italiano (pubblicato nel 1998), sottolinea che in Italia prevale una mentalità, per così dire, "materna". Secondo Gambino è questo che porta al legame quasi patologico con il nido familiare. Gli italiani appaiono molto più legati alla figura della madre che a quella del padre, figura portatrice di solito di spirito di iniziativa e di autonomia che i giovani di oggi in Italia non sembrano desiderare così tanto. Ma il mammismo è un fenomeno molto più complesso di quanto si pensi. Esso preserva molti aspetti:

- difficoltà ad andare via di casa;

- l'attaccamento alla mamma continua anche durante il matrimonio tanto da influenzare molte decisioni future: di solito il maschio italiano tende a scegliere la fidanzata o la futura moglie sul modello fisico e psicologico della sua mamma. Egli pretende che la moglie si comporti come la sua mamma, si prenda cura di lui, cucini come la mamma ecc... Non è raro che quando lui litiga con la moglie va dalla mamma a raccontare tutto e a cercare conforto;

- l'uso paranoico del telefonino ha una connessione con il mammismo: non sarà raro vedere in Italia bambini di 5 o 6 anni con i cellulari di ultima generazione. C'è chi ha scritto che il cellulare è il nuovo collare delle mamme italiane. Sono loro che regalano il cellulare ai figli per sapere in ogni momento dove sono, cosa fanno, ecc...;

- il mammismo è la culla della mafia: pensate che la "donna" o la "mamma" ha un ruolo nascosto ma importantissimo nella cultura mafiosa. La mafia sembra più essere legata all'idea del "macho" più che alla mamma. Ci si immagina il mafioso come un uomo forte, maschilista. È anche questo ma non solo. La mamma ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della mafia. È la mamma che educa i suoi figli ai valori mafiosi e permette così la continuazione di questi valori che vengono tramandati di madre in figlio. Basta pensare che quando i primi mafiosi emigrarono negli Stati Uniti, in Sicilia, rimaste le donne, la mafia non si estinse perché queste continuarono ad educare. I figli secondo i principi mafiosi. Quando una donna sposa un mafioso è consapevole di ciò che fa e gli sarà fedele per sempre anche se il marito deciderà di collaborare con la giustizia. È accaduto che molti mafiosi si sono pentiti e le mogli, vergognandosi di loro, li hanno mandati via di casa. Viene così ribadito il ruomo forte della donna nella società italiana e in particolare nel Sud. Un ruolon nascosto, non evidente ma fortissimo. Forse se non ci fosse la "mamma" la mafia non sarebbe così forte. Ecco perché nella mafia siciliana, ruolo centrale ricopre l'appartenenza alla famiglia;

- il mammismo è all'origine del machismo: un ragazzo che ha subito per tutta la vita il ruolo forte della mamma non svilupperà mai la sua personalità in modo autonomo e soprattutto non crescerà mai. Avrà mai bisogno di punti di riferimento, di conferme e sarà debole. Ecco il ritratto del macho: un uomo aparentemente forte, che dà molta importanza all'aspetto fisico sino a diventare un maniaco del look, sicuro di conquistare tutte le donne del mondo. Solo una personalità debole e insicura cura in maniera maniacale il suo aspetto e si aspetta, spinto dal bisogno di avere conferme (come un bambino con i suoi genitori), che tuttte le donne cadano ai suoi piedi. La mamma è colpevole dell'alto tasso di disoccupazione italiana: la famiglia mantiene i figli per molti anni senza spingerli ad uscire di casa a trovare un lavoro. È evidente che solo quando la mamma avrà person un po' della sua forza ci sarà una società italiana migliore. Ma chi convincerà tutte le mamme italiane che sono all'origine di tutti questi problemi?




(testo pubblicato sulla dispensa Parliamo l'italiano! - Scuola Porta d'Oriente - Otranto (LE))


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