quinta-feira, 19 de setembro de 2013

Così "Don Matteo" è fuggito a Spoleto. E a Gubbio si mastica amaro (Giornale dell'Umbria)


La decisione dei produttori della popolare serie tv, Matilde e Luca Bernabei, è stata insomma una vera sorpresa per una città che vede troncarsi un rapporto durato 14 anni con una semplice email. "Oltre al danno anche la beffa - dice l'assessore - La correttezza del Comune è stata, meno la chiarezza dalla parte opposta". Secondo Bellucci infatti, le stranezze nella vicenda sono più d'una. "È strano come ancora non ci sia nulla di scritto tra il Comune di Spoleto e la società".

L'unica certezza per l'assessore è la trasparenza dell'operato dell'amministrazione eugubina che, insieme alle associazioni di categoria, avrebbe cercato di venire incontro alle difficoltà economiche dalla Lux Vide a causa dei tagli al budget imposti dalla Rai. "Considero che la crisi morde anche il nostro territorio, alla richiesta di 320mila euro per la copertura dei costi di produzione in città, abbiamo studiato un piano che coprisse oltre la metà della cifra richiesta - spiega Bellucci - il giorno seguente a quello in cui la proposta è stata formalizzata, i produttori in cinque righe via email ci hanno informato che la serie non si sarebbe più girata a Gubbio per motivi finanziari e che preferivano un centro più vicino a Roma, non specificando però che si trattava di Spoleto, ed aggiungendo che non era possibile appoggiarsi a due città. Insomma, non ci siamo né mossi male né tardi", conclude Bellucci che ha definito la decisione della Lux Vide come "un danno economico rilevante ed anche d'immagine per la città". La serie televisiva "Don Matteo" ha infatti rappresentato per Gubbio nel corso di questi anni un canale assai influente per promuovere l'immagine della città ed attrarre turisti praticamente da tutta Italia.

Un colpo di scena inatteso tanto per l'Amministrazione che per gli eugubini che insorgono anche attraverso i canali dei social network. Su facebook ad esempio, è stata creata una pagina: "Facciamo restare Don Matteo a Gubbio". Ma si registrano anche commenti autocritici, alcuni anche nei confronti dell'Amministraizone. "A Gubbio non siamo capaci neanche di tenerci Don Matteo", è l'opinione di Ilaria, ed ancora Daniele scrive: "Anche Don Matteo se ne va da Gubbio. Mi sorge spontaneo un dubbio: sarà ora di cambiare qualcosa oppure facciamo finta che vada tutto bene? (...) Questa città ha bisogno di essere rilanciata oppure faremo una brutta fine". Gianbaldo invece dichiara: "Io vivo a Gubbio e posso assicurarvi che né il Comune né la gente ha mai fatto nulla per sfruttare a livello turistico la cosa". E Gianluca ricorda la vicenda della serie tv "Carabinieri": "Da Città della Pieve si erano trasferiti a Montepulciano e gli ascolti erano calati nettamente". Una certezza però in questa vicenda c'è: quella domanda che in questi anni molti eugubini hanno considerato fastidiosa da parte dei turisti. "Qual è la chiesa di Don Matteo?", mancherà. Anche, purtroppo dal punto di vista economico.



(testo pubblicato sul Giornale dell'Umbria.it del 22/03/2013)



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